Giorgio Chiodi

Prevenzione e Naturopatia

Sono un appassionato di medicina e osservo le patologie che hanno colpito i miei cari da circa trent’anni. Ho scoperto che la medicina tradizionale non è curativa, bensì sintomatica e che le sostanze chimiche usate per trattare le nostre malattie, sono una delle cause principali di malattia. leggi di più

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LE IENE E IL CANCRO

Lettera alle IENE FAX 0225148915 Gent. Sig.ra Toffa Nadia Sono dispiaciuto per la sua grave malattia ma nel contempo anche meravigliato per la fiducia incrollabile sulla medicina e sulla ricerca scientifica che si ostina a fabbricare molecole chimiche per tentare di fermare le patologie, ignorando una naturopatia che da più di mezzo secolo insegna una prevenzione primaria e un cambio deciso negli stili di vita, che previene e cura le patologie, eliminando gli agenti inquinanti, capaci di provocare le infiammazioni dei tessuti che evolvendo negli anni, se non fermati, portano alla degenerazione cellulare. Non mi chieda perche la medicina ufficiale si pone dei seri limiti nell’individuazione delle cause e nell’adottare una vera prevenzione, perché questo è un compito che lascio volentieri ad un giornalismo di denuncia che da troppo tempo volge il capo per non scottarsi sui temi sensibili della sanità. Lei, donna intelligente e giornalista d’attacco, ha la possibilità se non il diritto-dovere, di dimostrare i pericolosi limiti di questa medicina sintomatica e non curativa che costa all’erario 150mld di euro l’anno (a parte i collaterali) e che mantiene il trend delle patologie degenerative in costante ascesa. Sono convinto che lei, appurati i limiti della medicina che stà verificando sulla sua pelle, leggendo l’opera di alcuni scienziati naturopati, con l’aiuto di un bravo medico non tradizionale, potrebbe guarire dal suo male e denunciare il pauroso businnes che si alimenta di malattia e non di salute. Da anni scrivo inascoltato ai media per compiere il mio dovere di divulgazione per chi abbia il desiderio di conoscere e la volontà di applicare le semplici norme di buon senso di un igienismo che possono fermare il massacro. Sono conscio che la mia è una lotta persa, onerosa in termini di costi fisici ed economici e sicuramente inutile, ma non potrei esimermi dal combatterla per amore verso chi soffre e per amore di quella verità che non mi ha consentito di credere acriticamente a coloro che, anche inconsapevoli, non hanno interesse ad uscire dall’ortodossia medica per timore di conseguenze di carriera e/o per dover ammettere il fallimento terapeutico della ricerca scientifica medica e dei suoi protocolli. Siamo talmente assuefatti al disfacimento cellulare che la malattia è divenuta un fatto ineluttabile da subire o da combattere con le armi spuntate della chimica e della radiologia che pur fermando momentaneamente alcuni sintomi, non possono portare alla remissione se non viene praticata una decisa disintossicazione dell’organismo fermando gli agenti inquinanti che a partire dall’alimentazione hanno il potere di mantenere e nutrire il male. la medicina non considera altre strade perchè non scientificamente testate!!!! Ma intanto la gente muore nella disperazione attendendo miracolose "cure" e progressi che non possono avere successo perchè nessuno vuole rimuovere le cause vere e primarie delle patologie. Anche la storiella dei 5 anni che sarebbero sufficienti per gridare al miracolo della remissione, non ha senso logico perchè la degenerazione è molto lenta (a parte alcuni tumori)e pare che questo lasso di tempo, sia sufficiente ai fini statistici per annoverare il caso tra le guarigioni. L'unica possibilità di remissione, non dipende dalla chimica, bensì dal fermare quegli agenti che hanno provocato la degenerazione, anche ricorrendo a più digiuni. Non è facile trovare un bravo medico che voglia rischiare in un paese dove non esiste la libertà di cura che in tanti auspichiamo da decenni. In Italia basta poco per cadere sotto la mannaia di un giudice che persegue le terapie non ufficiali... Se avessi un cancro e fossi ancora in tempo, agirei così: 1) )Riduzione drastica delle calorie assunte giornalmente. 2) disponibilità al digiuno terapeutico,se possibile. 3)Riduzione o abbandono del proprio impegno di lavoro.. 4)Limitazione o sospensione (meglio) di tutta la farmacologia chimica. 5)Assunzione di alimenti vegani privilegiando il crudismo. 6)Vivere in arie buone ed ossigenate per pulire sangue e polmoni. 7)Attività fisica quotidiana, costante e leggera, in aria pulita. 8)Evitare le contrapposizioni di qualunque tipo e se credente, chiedere con convinzione l’aiuto del proprio Dio 9)Evitare i sanitari che, senza conoscere le cause del suo male, pretendono di farle perdere tempo prezioso con le loro “cure”. 10) Acquisire una conoscenza di medicina naturale leggendo Costacurta, Shelton, Campbel e mille altri che da decenni tentano inascoltati di fermare e modificare le pericolose teorie mediche, cosiddette scientifiche, che con una analisi sui veri risultati, potrebbero non sembrarle più tali… Io non sono medico, ho quasi 80 anni e da trenta osservo i dubbi risultati della medicina per i quali ho scritto anche alle iene (senza risposta) Mi sono dovuto interessare “ob torto collo” di medicina, per salvare la vita di mia madre, per fermare la degenerazione di mia moglie e per la mia iperglicemia diabetica che prima di essere fermata,senza farmaci, ha fatto in tempo a rendermi semicieco, con il deleterio intervento di un ospedale con cui sono in causa.. Ho scritto le mie esperienze nei miei saggi che non hanno evidenza perché privo di santi in paradiso e per la complessità degli argomenti. Sono ovviamente disponibile a rendere conto di quanto affermo, unicamente nel tentativo di promuovere la libertà di cura e la consapevolezza dei malati che se vogliono vivere devono modificare i loro stili di vita, soprattutto alimentari e non solo. Nella speranza di aver compiuto il mio dovere nei confronti di chi soffre, senza alcun interesse economico, le invio l’augurio di trovare la forza d’interessarsi personalmente del problema per potersi salvare ed essere d’aiuto alle altre persone che soffrono e che sono in costante aumento. Lei ha l’età delle mie figliole che vivono secondo i criteri del padre nonostante le lievi digressioni che data l’età si possono tollerare. Nella speranza di non averla turbata, le auguro una saggia decisione. Con .simpatia Giorgio Chiodi Montegrotto Terme cell. 3319841278 sito: Wwwgiorgiochiodi.it

Vivere 120 anni !!! "Querelle" tra Adriano Panzironi e il Prof. Piemonti

Lettera al prof. Piemonti Gent. prof. Piemonti Lorenzo- casualmente sono entrato nella Sua "querelle” con Panzironi che potrebbe anche divertirmi se l'argomento non trattasse di una pestilenza come il diabete che nel mentre discettiamo, vede 4 milioni di malati in Italia e circa 350 milioni nel mondo dei quali solo in nel nostro bel paese ne muoiono circa 30000 all'anno, stima sicuramente per difetto perchè come lei insegna, non si muore di diabete , ma delle sue crudeli conseguenze, magari dopo 30/40 anni di speranze e patimenti di ogni ordine e grado che portano i malati alle gravi infezioni, alla dialisi, alle patologie cardiovascolari,ecc... riducendo la loro vita, ad un vero calvario fisico, psicologico e sociale , anche se sostenuta, dopo decenni di ricerche senza esito, dalle stampelle chimiche e protesiche che, oltre che rappresentare un costo enorme per la collettività italiana di 11 mld/annui, denunciano il fallimento della medicina sul versante della terapia che non porta mai alla guarigione. Anche lei professore, nonostante il suo tollerante eloquio, si esprime con sottile sarcasmo e garbata ironia verso coloro che intuiscono e vedono i limiti della medicina e tentano di trovare altre strade per riparare i guasti di questa civiltà scientista che si avvale di teorie mediche concettualmente discutibili. Eppure voglio illudermi che i medici più onesti, non possono essere soddisfatti della farmacologia chimica che preferisce affrontare i sintomi, piuttosto che le cause, senza mai saper o voler fermare lo stillicidio di patologie che invece di diminuire significativamente, sono in aumento esponenziale provocando l’ecatombe dolorosa che non pare impensierire troppo la classe medica. Le tecnologie e le brillanti scoperte possono lenire tanti dolori, ma il medico, deve conoscere e diffondere la vera prevenzione primaria e le terapie alternative che se non sono “scientifiche “ per volontà dei detrattori, ottengono dei brillanti risultati con costi risibili. Il medico ha il dovere di combattere contro le cause primarie e non contro la sintomatologia scambiata (ad arte? )per la malattia, in caso contrario, i costi che sosteniamo per questa sanità, non sono giustificabili e come direbbe il Gino di toscana memoria: é tutto sbagliato...è tutto da rifare! Forse quella di Panzironi (di cui invidio le conoscenze mediche) non sarà la ricetta giusta, ma il suo interessato attivismo divulgativo, apre gli occhi e le orecchie a tanti malati e ai medici più sensibili che cominciano a capire che la cosidetta scienza medica, sul diabete e non solo, non ha ancora capito nulla o giu di li. Le ragioni per quanto affermo? Sono tante! 1)Anche se la sanità è distratta, l’alimentazione spazzatura è una delle maggiori cause di infiammazioni che evolvono in patologie e trent’anni or sono, quando sono stato colpito dal tipo 2, il medico di base escluse tra le cause, l’alimentazione.... 2) La scienza dell’alimentazione è stata la cenerentola degli studi del medico fino ai tempi odierni. Rammento l’esiguità del libercolo “La scienza alimentare” regalatomi da un amico medico che con quell’esame, difficilmente ha potuto capire cos’è il diabete. 3) la cattiva digestione e le conseguenze infiammatorie sono ancora sconosciuite al medico di base. Tutti i diabetici che ho conosciuto, difettano di informazioni precise sull’alimentazione capace di evitare l’insorgere e il progredire del diabete e devono usare l’insulina come salva vita, ben sapendo che ci vuole ben altro... 3) la esasperata specializzazione ha provocato la parcellizzazione dei trattamenti chimici che interagiscono tra di loro. Chiunque avrà potuto sperimentare la varietà delle diagnosi e delle terapie rilasciate da professionisti diversi che in fatto di diabete, brancolano tutt’ora nel buio, se si eccettuano dotte teorie che con la remissione delle malattie hanno poco da spartire. 4) Le alternative ai trattamenti farmacologici non si ricercano, forse perchè non fanno businnes? Il sospetto nell’uomo della strada è forte-.Tante ricerche, pochi risultati e sempre più malati da “trattare” 5) La sintomatologia è scambiata per la malattia ed è combattuta con farmaci dannosi che non eliminando le cause primarie, lasciano il terreno ancora più debilitato e la malattia libera di manifestarsi più gravemente anche in altri tessuti. Chi entra nel tunnel di una malattia degenerativa, non ha speranza di uscirne nonostante le cure farmacologiche e chiacchiere speranzose di luminari che defungono per le medesime malattie che hanno trattato per tutta una vita. 6) La vera prevenzione primaria è ignorata dal medico che adottando le famigerate linee guida, insiste nei trattamenti farmacologici capaci tutt’alpiù di eliminare un sintomo, mai le cause. La vera prevenzione primaria, conosciuta e praticata (sotterraneamente) da migliaia di medici naturopati, non esiste per coloro che dovrebbero avere l’umiltà di ascoltare, imparare e cambiare atteggiamento verso le terapie scientifiche che salvano il fondo schiena dei professori, ma che pure costose a sproposito, vedono le patologie gravi in costante aumento e se la vita media è aumentata, se ne gloriano senza capire l’abisso esistente tra le loro cure e la vera salute del malato. . Se la medicina avesse come scopo la salute vera dell’uomo, potremmo vivere a lungo in serenità, ma ciò pare utopico perchè l’approccio erroneo voluto dalla farmacologia che il medico è obbligato a somministrare e che porta il malato dal chirurgo, dopo decenni di patimenti e di non vita, ottiene il poco lusinghiero risultato di riempire prematuramente gli ospedali e il camposanto, Io sono un arzillo vecchietto e dopo decenni di diabete di secondo tipo, sono riuscito, grazie alla naturopatia e all’opera negletta di decine di medici-igienisti italiani e stranieri, a trovare un metodo,(perfezionabile) monitorato da un decennio, con il quale tengo a bada la iperglicemia che aveva prodotto tanti danni al mio organismo e a fermare alcune patologie allo stadio iniziale. Il tutto, senza ricorrere alla chimica che aborro e tanto meno ai professionisti che brancolano nel buio. Per il diabete di tipo 1, un più umile approccio, senza battaglie ideologiche, potrebbe condurre la medicina a cercare quali possono essere i fattori scatenanti a partire dall’anamnesi dai genitori e prima del concepimento, in modo da invitare i giovani a tenere un contegno più rispettoso della loro fisiologia, imparando ad evitare quelle sostanze che portano inevitabilmente alle modificazioni cellulari che possono inficiare i geni di un nascituro. La salute non si ottiene con le dotte teorie accademiche, ma con paziente puntuale e generosa osservazione verso i sofferenti e capacità di riconoscere e modificare gli errori e il pressapochismo. I malati sono terrorizzati anche se rassegnati, quando, dopo decenni di malattia inguaribile, capiscono che avanzano sempre verso un tragico epilogo, ma non hanno la forza e l’entourage non li aiuta, di ribellarsi e cercare unm’altra strada che esiste quasi sempre, ma essendo demonizzata dai cattedratici, giungono alla fine della vita senza reagire all’insipienza e al’incapacità di chi dovrebbe anzitutto prevenire le loro patologie. Grazie anche a Panzironi per l’apporto divulgativo di stili di vita che con opportune cautele e personalizzazioni, hanno il merito di allungare la nostra serena vecchiaia e combattono, riuscendoci, l’approccio erroneo dellla medicina che agevola il perdurare di pericolose malattie. Con la dovuta comprensione per la classe medica che dovrà rivedere molte delle sue certezze, le invio deferenti saluti. Giorgio Chiodi wwwgiorgiochiodi .it