Giorgio Chiodi

Prevenzione e Naturopatia

Sono un appassionato di medicina e osservo le patologie che hanno colpito i miei cari da circa trent’anni. Ho scoperto che la medicina tradizionale non è curativa, bensì sintomatica e che le sostanze chimiche usate per trattare le nostre malattie, sono una delle cause principali di malattia. leggi di più

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BULLISMO E VIOLENZA

Una domenica del 57, (avevo 17 anni) mi trovavo a cavalcioni della mia fidata lambretta tipo E, quella che si avviava con la cordicella per intenderci. Mi era compagno nel tedioso pomeriggio di sventura, l’amico Ezio Musich, un caro ragazzo istriano scappato dalla furia titina con gli abiti che aveva sempre addosso, seppure ineccepibilmente puliti e stirati. Entrambi senza una lira in tasca, stavamo conversando vicino alla sala giochi di Mestre, attigua a Via Piave, quando ad un tratto, fummo accerchiati da una ventina di ragazzini urlanti che senza alcuna ragione apparente, iniziarono a menar botte da orbi sbattendoci sulla serranda di un negozio chiuso che per lo strepito e la violenza dei colpi fece uscire alle finestre alcuni inquilini spaventati per quel pandemonio. Dopo un primo attimo di smarrimento, cercammo di difenderci, ma erano in troppi e avremmo capitolato anche per la violenza dei colpi inferti con corte catene che ci lasciarono dei vistosi segni sul corpo ma che in quel momento non facevano male. Fortunatamente, dopo alcuni minuti, il suono sempre più acuto di una sirena fece dileguare gli assalitori e ci trovammo attorniati da alcuni carabinieri che, appurato che non eravamo feriti, raccolsero alcuni nominativi dei pochi testimoni e se ne andarono. Io e il mio amico, frastornati e tremanti, tornammo verso casa rincuorati per averla scampata bella. Accadeva spesso che bande di ragazzini che chiamavano teddy boys e che abitavano nei rioni malfamati, aggredissero i loro coetanei maschi, per affermare la loro supremazia sul loro territorio, per sentirsi forti e pericolosi e per vincere la noia che le scarse possibilità economiche rendevano intollerante. Non picchiavano però le ragazzine e anche gli adulti erano trascurati, ma i coetanei che apparivano diversi, o in sella al motorino, dovevano pagare per il loro apparente benessere, soprattutto se in pochi. Quel fatto mi indusse ad avere maggiore prudenza con i violenti che non ho più abbandonato. Oggi, i ragazzi incazzati degli anni cinquanta, sono stati sostituiti da altri sempre incazzati che hanno conosciuto la droga, la violenza in famiglia, l’abbandono scolastico e tutte le brutture possibili che li hanno induriti nella consapevolezza della loro esclusione dal mondo del lavoro, da un’esistenza decente o una famiglia normale. Allora subentra il disagio che manda in tilt il loro cervello e nella scuola della strada, dove si respira la violenza verso i più deboli, accentuata dall'ubriacatura dell'alcol e delle droghe, decidono di compiere gesti eclatanti per sentirsi vivi e temuti . Una differenza emerge con chiarezza. I miei teddy bois al sentire la sirena si erano dileguati, ma ai tempi d’oggi, dove il lavoro diviene un privilegio di pochi e dove leggi insulse e tolleranti consentono l’uso di droghe e i reati così detti minori sono impuniti per un buonismo deteriore, si sentono autorizzati a compiere qualunque nefandezza perchè sanno che non sono punibili se minori e con la maggiore età, se anche fossero trattenuti, un solerte avvocato li farebbe subito rilasciare, perchè il nostro bel paese, patria dei diritti e meno dei doveri, verso coloro che provocano allarme sociale con la violenza, per i reati cosidetti minori, punibili fino a tre anni, non coercisce l’aaggressore preferendo analizzare con la lente la reazione dell’aggredito per mancanza di volontà politica nel reprimere reati odiosi anche se non di sangue. Io sono contrario alla punizione, laddove sia possibile una pena alternativa che possa ottenere la rieducazione del reo, ma nei gravi casi di violenza cui assistiamo quotidianamente verso gli inermi, vorrei che il garantismo fosse sospeso almeno per tre anni, con una leggina che persino il nostro parlamento potrebbe emanare in pochi giorni. Per esperienza diretta, dove vi sia la pena certa, i reati non sono incentivati e rafforzandola per i delitti che provocano allarme sociale per gratuità ed efferatezza, sono certo che si potrebbe risolvere il problemna alla radice. Nel caso che la reazione della vittima non sia proporzionata all’offesa, il delinquente deve saper che non ci sono tutele per chi entra in casa altrui per delinquere e non si dovrebbe adottare il criterio della proporzionalità tra offesa e difesa, per l’impossibilità oggettiva di modulare la reazione e la legge dovrebbe dichiarare non punibile chi si è difeso, dopo necessaria e scrupolosa analisi dei fatti criminosi per evitare i casi sempre possibili di accertata e voluta sproporzione nella legittima difesa. Alcune domande che spero lecite: Perchè non si sospendono le garanzie per questi reati abbietti? A chi giova rovinare chi si difende? Perchè tenere i più deboli nell’incertezza e nella paura?

FEMMINISMO E RAZIOCINIO

Femminismo e raziocinio Cari amici, ho oramai l'età in cui difficilmente ci si pone in antitesi con le tesi contrarie che non si condividono in tutto o in parte. Mi riferisco al manifesto firmato da 100 donne di cui la capofila è la bella e brava Caterine Deneuve. Evidentemente stanca di sopportare la canea femminista che, prendendo a pretesto i troppi casi deprecabili di violenza sulle donne, sviluppa un’antitesi ideologica con l’elemento maschile che farebbe sorridere se non fosse terribilmente serio e pericoloso. Così la Deneuve ha dato vita ad un movimento contrario alla demonizzazione dell’approccio maschile, non sempre felice, anche quando un’innocente mano sulla spalla della bella di turno, potrebbe ravvisare un reato contro la persona. Ciò dimostra la mancanza di discernimento di quelle signore che invece di limitarsi a stigmatizzare e a combattere la violenza in tutte le sue forme che dovrebbe sempre essere punita, indirizza i suoi strali sull'altra metà del cielo in quanto tale, per atavica antipatia di genere che da alcuni decenni traspare nel loro lessico in ogni cercata occasione con un crescendo degno di ben altra causa e che parte dall'ironia per passare al fastidio, approdando a volte nella critica feroce e cattiva, non del violento, ma del maschio in quanto tale, eguagliando, se non superando, alcuni imbecilli che trent’anni or sono, irridevano e offendevano l’altro sesso, giudicandolo inferiore, limitante e incapace di evoluzione psicologica, senza considerare che l’atteggiamento sottomesso della donna, che consentiva e in molti casi agevolava la pretesa superiorità maschile non l’aiutava nel processo di emancipazione che la rivoluzione sessantottina,contribuirà a sviluppare. Questa fase non è conclua, perchè, dalla parità di genere, le donne meno preparate, vorrebbero passare alla pericolosa contrapposizione dogmatica e ideologica con cui si vorrebbe disconoscere la funzione del maschio nella società attuale che, grazie alle scoperte scientifiche di qualche cervellone bacato, potrebbe non essere più necessario per la continuazione della specie e la figura del transessuale, potrebbe sostituire i due sessi che la natura ha fatto diseguali ma complementari e che da millenni, si uniscono per il reciproco piacere e per procreare la vita, condizione di per sè sufficiente per conferire la dignità dovuta alla sessualità del mondo animale e in particolare tra gli gli umani di differente genere. L’ordine naturale che ha sancito la crescita del mondo, si potrà anche sovvertire per fini diabolici, ma non dovremo lamentarci se ciò segnerà il declino del nostro mondo occidentale, fatto auspicato da organizzazioni delinquenziali che usano i limiti e le incongruenze terrene delle religioni, in cui non credono, per scardinare un ordine antico che collide con la perversione. Come in tutte le rivoluzioni, anche quella femminista è negatrice di un passato che come sempre, ha creato i prodromi per il futuro e in questo caso, piccole frange di donne giustamente incazzate, sono riuscite a dare il giusto risalto alle differenze di trattamento che ha sempre subito il genere femminile, a causa di una debolezza psicologica che le voleva bisognose di protezione, di sostentamento e sottomesse ad un uomo che per millenni è stato chiamato dalle culture vigenti, a provvedere ad esse per il benessere del nucleo familiare e per predisporre un nido sicuro nel quale far nascere e crescere la prole. Il femminismo che da oltre un secolo si batte per ottenere il riconoscimento dei diritti elementari come il suffragio, il lavoro, lo studio e la parità giuridica che nei paesi più arretrati non ha ancora raggiunto, non dovrebbe confondere le giuste rivendicazioni per le pari dignità che peraltro non sono mai state negate dagli uomini che hanno sempre accettata l'avanzata sociale e la a parità giuridica delle proprie donne, viste come un'opportunità e non come una contrapposizione. di un essere antagonista. Le donne più accese, che vorrebbero annullare nell'uomo il maschio e il compagno di vita di cui pare vogliano far senza, sono riuscite da qualche decennio, ad ottenere l’emanazione di leggi erronee che avallano proprio quella supposta debolezza femminile che le femministe negano e che le pongono in una posizione di privilegio come fossero dei soggetti bisognosi di tutela giuridica e non ci fossero altre strade per indurle a ricercare i fattori di unione della coppia, piuttosto che riscaldare insani propositi di sfascio della medesima. Anche i tempi per una separazione sono stati ridotti, quasi che il diabolico legislatore, temesse che nelle more di una separazione, qualcuno potesse ripensarci...In questa cultura dello sfascio, l’uomo, notoriamente più fedele al vincolo, si trova a patire l'inimicizia di colei che passato il tempo del corteggiamento che per talune dovrebbe durare all’infinito, si trasforma in un'antagonista capace con il suo atteggiamento, non sempre compreso ed accettato dal suo uomo, di rovinare un'unione divenuta più calma e più ragionevole ma che diviene, per chi non abbia capacità nella costruzione del futuro di coppia, anche tremendamente tediosa. Subentra così un atteggiamento infastidito verso quell’uomo che non comprende la metamorfosi della sua compagna apparentemente tranquilla per 30 anni e che si è trasformata lentamente in un essere ostile e nevrotico, altalenante tra tristezza e l’euforia, poco disponibile ad accettare quell'approccio sentimentale che tante controversie aveva appianate nei primi anni del rapporto di coppia. E ciò senza che si profili all'orizzonte una terza persona che entrambi, insoddisfatti del menage potrebbero accarezzare come un'opportunità per sentirsi ancora vivi, ancora amati. Questa nuova situazione, provocherà la fine di un rapporto già finito che, senza un chiarimento obbiettivo ed onesto che i coniugi evitano per incapacità di analizzare i loro sentimenti, diverrà ben presto invivibile. Lo stato, attraversdo le sue istituzioni, non solo non provvede alla formazione delle future coppie per delle relazioni durature e consapevoli, lasciando al solo prete l’incombenza, ma soffia sul disagio familiare con tutti quei personaggi più o meno competenti che gestiscono la coppia nel percorso di separazione anzichè aiutarla a ritrovare quei fattori positivi che l’aveva unita. Tutto ciò accade al 50% delle coppie prepareate male all'unione matrimoniale, senza la necessaria conoscenza e riflessione, convinti che la passione, sia un cemento sufficiente, mentre non è altro che una mano di vernice che il tempo scolora molto presto.Le leggi emanate, da parlamenti che non hanno a cuore l’unità familiare, agevolano, quando non provocano lo sfascio della coppia, creando delle situazioni di povertà che, una politica familiare meno libertaria e più interessata alla tenuta sociale di tale istituzione, avrebbe potuto evitare e provoca la rovina, l'odio e il dolore di una separazione dove gli unici vincitori son gli avvocati e i perdenti sono in primis i figlioli. Cinquant'anni or sono, La donna sopportava la stupidità e la gigioneria del suo uomo e non solo per i figli. La famiglia era il bene supremo da preservare nell'ambito che male tollerava la donna sola o troppo intrapprendente che consentiva all'uomo atteggiamenti libertini con un mezzo sorriso. Certe storture sono scomparse dai codici dei paesi civilizzati, ma hanno fatto posto a leggi pericolose che vorrebbero difendere il soggetto non più debole e di cui si approfitta per ottenere separazioni per colpa, la casa coniugale, un assegno mensile di mantenimento che equipara ancora la donna all'essere incapace di mantenersi e dunque inferiore al suo uomo. Una nota avvocatessa divorzista non ha più voluto difendere le donne nelle cause di separazione perchè, stanca e schifata di assistere ai ricatti più ignobili che un uomo non avrebbe mai architettato contro la sua donna. Anche quando non vi sia più un rapporto d'amore, la donna vorrebbe mantenere una sorta di diritto sull'uomo e per gelosia o per ripicca, lo vorrebbe rovinato e senza possibilità di rifarsi una vita. Oggi è la donna che vuole la separazione e l'uomo che diviene parte debole tra i coniugi, se non è preparato e riflessivo, non accetta la rovina del suo matrimonio e le conseguenze affettive e finanziarie che lo vedono solo e perdente, magari dopo trent'anni di sacrifici per allevare nela serenità possibile la sua famiglia, nella casa familiare della quale dovrà seguitare a pagare il pesante mutuo che con le spese conseguenti alla divisione, diverrà talmente gravoso che la banca ne farà un boccone. NO! non credo che si possa accettare la disperazione dell'uomo che a seconda dei casi è marito, padre, fratello, figlio di quelle donne che lo vorrebbero in rovina. Auspico una nuova rivoluzione che sia più rigida verso coloro che vogliono formare una famiglia consapevole di ciò che li aspetta e una legge che abroghi il divorzio nei casi che si potrebbero raddrizzare, laddove manchi il reato della violenza fisica e verbale ed una politica di supporto economico verso la coppia che vuole dei figli ed una casa anche in affitto calmierato, sopra la testa. Se potessi denunciare i nemici del matrimonio, fautori di divisione nella coppia, comincerei dai politici che non danno il buon esempio ed emanano delle leggi truffa che con l'alibi della libertà del singolo, consentono, anzi agevolano lo sfascio delle famiglie. Alle femministe voglio dire che ci sono dei limiti al buon gusto, al lecito e ai risultati che vogliono ottenere, perchè in una società dove i veri valori sono sempre in discussione, i loro figli cresceranno senza quella bussola che deve sempre indicare la via in un mondo imperfetto,guidasto da frange disoneste e mefistofeliche che dell’illecito e della perversione nè fanno una bandiera. Grazie dunque alle 100 firmatarie del manifesto, perchè con quella firma, condivisibile dalla maggior parte delle persone dotate di intelligenza hanno chiarito che non tutte le donne desiderano un comportamento dei loro compagni diverso da quello che da millenni di anni ha consentito al miracolo dell'amore e la continuità della specie. Impariamo a rifiutare tutte le sirene contrarie all’unione di un uomo ed una donna e combattiamo per il prevalere dela giustizia in ogni ambito della vita civile. il grillo parlante