Giorgio Chiodi

Prevenzione e Naturopatia

Sono un appassionato di medicina e osservo le patologie che hanno colpito i miei cari da circa trent’anni. Ho scoperto che la medicina tradizionale non è curativa, bensì sintomatica e che le sostanze chimiche usate per trattare le nostre malattie, sono una delle cause principali di malattia. leggi di più

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Ischia e le calamità naturali

Le cosiddette calamità naturali spesso non sono prevedibili, ma prevedibili sono gli effetti catastrofici delle medesime. Sarebbe sufficiente che i soloni di casa nostra, avessero l'umiltà di riflettere sui suggerimenti precisi e puntuali del geologo Mario Tozzi che vede nella prevenzione la strada maestra per limitare i danni e la perdita di vite umane con il codazzo di opinionisti che blaterano nel webb mentre la gente è sotto le macerie o sfollate e ricoverate spesso in rifugi di fortuna che li vedono per decenni aggirarsi sconsolati nei luoghi off-limit dove avevano i loro affetti, la loro casa, i loro interessi primari. Ma la prevenzione presuppone da parte degli amministratori, umiltà, conoscenza, interessamento, organizzazione sul territorio amore per le persone e qui casca l'asino, perchè è preferibile inseguire le necessità con interminabili tavole rotonde, con la creazione di commissioni, con la raccolta fondi per poi indire le gare, favorire gli amici con gli appalti, elargire fondi, in una parola esercitare un potere, invece che programmare gli interventi necessari per prevenire gli effetti dolorosi di un evento catastrofico. Si tratta solo di ordinare le idee, di leggere la storia di un territorio, di studiare le soluzioni per i disastri prevedibili e dunque prevenibili, di preparare uomini e mezzi che ci sono e che devono intervenire a volte disordinatamente quando il disastro si verifica. Terremoti, esondazioni di un fiume, frane, smottamenti, crolli, sono tutti eventi perfettamente individuabili prima del verificarsi e dunque perfettamente prevenibili perchè previsti. Quando le amministrazioni dei territori, avranno finito di crogiolarsi nelle loro attività inutili e a volte dannose, svolte per ottenere stipendi e prebende (e tangenti) che spesso non meritano, forse troveranno il tempo per organizzare la difesa dei territori come ripetuto dal nostro geologo e come il dovere e il buon senso richiedono. Sin tanto che la prevenzione resterà lettera morta, si dovranno ospitare per anni, centinaia di famiglie disagiate, sotto le tende e nei nei container a causa delle lungaggini burocratiche che richiederanno dei decenni per la ricostruzione delle loro dimore. Chiediamo pertanto che lo stato individui i grandi lavori per la messa in sicurezza dei territori e che che tutti gli uffici tecnici dei comuni, predispongano sin da ora e obbligatoriamente i piani per l'individuazione dei terreni anche da espropriare per pubblica utilità, dove, dopo l'evento, potrebbero sorgere degli agglomerati di case di legno di due o tre tipologie, da montare in trenta giorni i cui elementi essenziali, potrebbero essere dotati di impianti predisposti entro le pareti e pronti per i collegamenti, da montare in pochi giorni, anche con l'aiuto del genio militare, se necessario. Se la cultura della casa di legno, sicura, confortevole, antisismica, anti spreco energetico, ignifuga, prenderà il posto dei manufatti in cemento e calcestruzzo da da usarsi per i manufatti maggiori, l'industria, potrebbe sfornare migliaia di casette per il mercato interno, per l'estero e per lo stato che invece di stoccare i pericolosi vaccini potrebbe stoccare gli elementi di case e casette predisposte persino per delle finiture diverselasciate all'arbitrio dei nuovi possessori.I denari non sono un problema, perchè, non solo si risparmierebbero le ingenti somme sprecate per inseguire l'emergenza, ma si darebbe un tetto idoneo a chi, ritrovata la sua normalità, potrebbe negli anni successivi, cambiare per una residenza più idonea, lasciando quella casetta che potrebbe ospitare numerosi senza tetto che da sempre bussano per ottenere un diritto inalienabile e improcrastinabile: Una casa.

Lettera aperta a Tiberio Timperi

Caro Tiberio ; è una lotta contro i mulini a vento. La magistratura segue l'onda di una cultura imperante che vuole il padre, in quanto maschio, violento, prevaricatore, fedifrago, egoista, autoritario ecc..ecc...perchè dagli anni sessantottini, lo sport nazionale più seguito è la demonizzazione dei doveri di ognuno, in favore dei diritti veri o presunti di minoranze che con violenza verbale, psicologica e spesso fisica hanno stravolto i costumi, l'autorità in genere, specie del padre, primo passo per distruggere la famiglia, dopo aver negato le radici cristiane dell'Europa e relegato la Fede nelle sacrestie, in odio ad ina vita ordinata, per privilegiare i vizi, piuttosto che le virtù di un popolo. E' un disegno mefistofelico che, nutrito dai soliti idioti anche inconsapevoli, vuole la distruzione dei valori millenari per consentire tutti gli illeciti morali che una cultura liberal-socialista-radicale, vuole imporre per fini abbietti e non tutti immediatamente palesi. Senza difendere gli eccessi di un paternalismo ingiusto e anacronistico assistiamo all'avanzata di una donna libera e moderna che ha rotto gli argini del buongusto e compie gli stessi errori che stigmatizza nel compagno, a ciò supportata da leggi ignobili e da una magistratura spesso ingiusta che penalizza l'uomo in quanto tale. Coraggio. Battiamoci con pazienza e civiltà contro le nefandezze gabellate per diritti umani che alienano la nostra serenità, ma riempiono i programmi televisivi.